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Delia, 28 maggio 2018

A Delia si sperimenterà il primo progetto Iesa per malati psichici nella provincia di Caltanissetta. Delia all’avanguardia in Sicilia.

Firmato giovedì il protocollo d’intesa tra il Comune di Delia e il Dipartimento di salute mentale – Modulo di Caltanissetta (Dsm).

Iesa vuol dire inserimento etero-familiare supportato per adulti con disabilità psichica che risponde appieno al principio di sussidiarietà e di collaborazione, tra istituzioni pubbliche e attori privati, affermato oltre che dai vari Trattati europei, dalla legge 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.

Grazie a questo pratica sarà possibile accogliere nella propria casa persone con un disagio psichico e vivere insieme a loro.

<<Il protocollo d’intesa con il Dsm di Caltanissetta ci pone all’avanguardia in Sicilia per il trattamento dei malati psichici – ha detto il sindaco Gianfilippo Bancheri. Un plauso va al responsabile dei servizi sociali Rocco Di Caro che ha proposto il progetto innovativo, il quale prevede il reinserimento e la reintegrazione del malato psichico nella vita sociale. Il progetto Iesa è uno strumento in più, utilizzabile solo in determinati casi, che offre un’opportunità di crescita umana, solidale ed economica per le famiglie ospitanti>>.

<<Lo Iesa a Delia rappresenta un’esperienza pilota nella nostra provincia e quasi sicuramente in tutta la nostra regione – ha detto da parte sua , la direttrice del Dsm – Modulo di Caltanissetta, Ritalba Mazzé. Si tratta di mettere in pratica una modalità di reinserimento del sociale alternativa a quella che prevede invece l’istituzionalizzazione del paziente, perché, in questo caso, viene privilegiata la sfera dei diritti e della autonomia della persona come cittadino a tutti gli effetti>>.

<<Ciò rappresenta una condizione più umana di assistenza al paziente affetto da disturbo psichico cronico – ha detto Valerio Lo Vullo, responsabile dell’Unità operativa CTA (Comunità terapeutica assistita) di San Cataldo>>.

Non tutti i pazienti però sono idonei per la sperimentazione di questo tipo di servizio. <<E’ necessario infatti – ha spiegato il dirigente dei Servizi sociali del Comune di Delia, Rocco Di Caro – che il Dipartimento di Salute Mentale, competente per territorio, abbia valutato preliminarmente l’idoneità sia del soggetto da affidare alla famiglia ospitante e che il paziente disabile abbia concluso il progetto socio sanitario presso la comunità alloggio, senza la possibilità di far ritorno presso la famiglia di origine. L’inserimento presso una famiglia ospitante, anche esterna a quella d’origine del paziente, favorisce certamente le dinamiche relazionali cosiddette “normali” che contribuiscono al processo di empowerment dei soggetti affidati>>.

Alla firma erano presenti il sindaco Gianfilippo Bancheri, la dottoressa Ritalba Mazzè, direttrice del Dsm – Modulo di Caltanissetta, il dirigente dei Servizi sociali, Rocco Di Caro, il responsabile dell’Unità operativa CTA (Comunità terapeutica assistita) di San Cataldo, Valerio Lo Vullo, e l’assistente sociale del Servizio psichiatrico Diagnosi e cura- P.O. Sant’Elia, Tullio Miccichè.

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Ufficio StampaGiovanni Proietto