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Al via “Alimentar-Mente”, il progetto finanziato dall’amministrazione comunale con i fondi del bilancio partecipativo approvato con deliberazione consiliare n. 37 del 22/11/2017.

Ieri la presentazione del progetto presso la scuola primaria “Giovanni XXIII”, alla presenza dell’assessora all’Istruzione Piera Alaimo che ha portato i saluti dell’amministrazione, della referente scolastica Pia Giarrusso e del corpo insegnante. Presenti anche i genitori degli alunni.

Hanno parlato la psicologa e psicoterapeuta Ornella Lo Porto, ideatrice della proposta progettuale, Barbara Grillo, pedagogista ed esperta in disturbi del comportamento alimentare, e Daniela Garofano laureata in tecniche e scienze psicologiche ed esperta in arti drammatiche.

<<Scopo del progetto – è stato evidenziato dalle relatrici – è di promuovere la salute e prevenire il disagio giovanile creando le condizioni per facilitare un approccio equilibrato alle scelte alimentari e favorendo la consapevolezza del forte legame che esiste tra cibo ed emozioni, per saperle riconoscere e gestirle. Il cibo non deve essere utilizzato come teatro di scontro o di compensazione affettiva ma per riappropriarsi del piacere del gusto per il proprio benessere fisico, personale e sociale>>.

Destinatari della sperimentazione sono gli alunni delle seconde classi della scuola secondaria di primo grado.

<< Delia si avvia ad essere, sotto il profilo democratico, una comunità fortemente in crescita, grazie soprattutto alla sinergia che si sta creando tra istituzioni e famiglie – hanno detto a margine dell’incontro il sindaco Gianfilippo Bancheri e l’assessora Alaimo. La scuola è ormai un luogo dove si sperimentano nuove relazioni e reti civiche efficaci. Promuovere e sostenere l’educazione alimentare a scuola, coinvolgendo i genitori, è oggi fondamentale per tutelare la salute e garantire una migliore qualità di vita>>.

<<La connessione tra alimentazione e salute – è stato inoltre detto durante la presentazione – è un fatto ormai acclarato e che è possibile prevenire diverse malattie e certi disturbi comportamentali con una dieta corretta. La scuola è il luogo più adeguato non solo per la didattica ma anche rispetto alle abitudini, valori e comportamenti. Inoltre tramite gli studenti, è possibile educare anche le famiglie e la collettività>>.

<<La mia lunga esperienza nel settore dei servizi scolastici – ha detto a parte sua Rocco Di Caro, dirigente dei Servizi sociali e affari generali del Comune – mi fa pensare che il rapporto tra sfera emozionale e cibo è un approccio molto promettente, che darà presto i suoi frutti sotto il profilo culturale e del cambiamento degli stili di vita>>.

Ufficio Stampa/Giovanni Proietto